“Ho perseguito ideali nei quali dominavano la grazia e la bellezza; a essi, come a me stessa, voglio restare fedele.”

E’ morta a Milano Valentina Cortese. L’attrice aveva 96 anni. Originaria di Stresa, è stata una delle attrici di punta del cinema italiano degli anni quaranta. Il primo ruolo importante fu quello di Lisabetta nel film La cena delle beffe (1942) di Alessandro Blasetti– Le porte degli USA si aprirono e nessuna fu diva come lei…Occorrerà aspettare Sophia Loren per eguagliare la sua notorietà. Negli anni 50 incontrò e si innamorò di Giorgio Strehler. Lei, sempre così attrice, sempre attenta a creare un’aura di fascino attorno a sé, un vero personaggio, era figlia di ragazza madre, aveva origini povere e contadine che rivendicava come punto di riferimento e concretezza, con quel repentino passaggio dalle campagne lombarde appunto a Hollywood dove, a 25 anni, iniziò sotto contratto con la 20th Century Fox e lavorò con James Stewart e Spencer Tracy in ‘Malesià (1949), venne diretta da Jules Dassin in ‘I corsari della stradà (1949), quindi  nel film ‘La contessa scalzà (1954) accanto ad Ava Gardner, Humphrey Bogart e Rossano Brazzi, e, al ritorno in Italia, Michelangelo Antonioni la volle ne ‘Le amichè (1955), grazie al quale vinse uno dei suoi tre Nastro d’argento come migliore attrice non protagonista. Sarà anche Sverine, ritratto di una diva in decadenza in ‘Effetto nottè di Truffaut, che le valse nel 1973 la nomination agli Oscar e un Golden Globe. Negli Usa tornà per un ruolo in ‘Quando muore una stellà (1968) di Robert Aldrich, accanto a Kim Novak e Peter Finch


 Si susseguirono feste, e amori fortunati e sfortunati, e amicizie come quella con Charlie Chaplin (che la voleva protagonista nel 1952 per Luci della ribaltà, ma lei era incinta del suo unico figlio Jackie Basehart (morto nel 2015)  e che vanno da James Stewart a Cary Grant, da Paul Newman a Fred Astaire, il più divertente, agile e serio come lo ricorda nelle sue memorie garbate e ironiche «Quanti sono i domani passati» (Mondadori 2012). I suoi amori che hanno segnato momenti e passaggi diversi della sua vita, sono, da ragazza, al momento del debutto quello scandaloso col direttore d’orchestra Victor De Sabata, sposato e che aveva oltre 30 anni più di lei («l’incandescenza d’amore»), l’attore Richard Basehart (matrimonio sfortunato che l’allontanò dalle scene e da cui nacque un figlio), Giorgio Strehler («l’essere all’unisono, corpo e anima, sino nei particolari minimi e quotidiani») e Carlo De Angeli («L’amore maturo»). Al ritorno in Italia negli anni Cinquanta ecco il film ‘Le amiche« di Antonioni, poi ‘Barabbà (1961) diretto da Fleischer con Anthony Quinn, la Mangano, Gassman e Borgnine, quindi in tv nei ‘Buddenbrook’ di Edmo Fenoglio e con Federico Fellini nel 1964 in ‘Giulietta degli spiritì e nello stesso anno è assieme a Ingrid Bergman in ‘La vendetta della signorà. È in quel periodo che, portata al Piccolo di Milano da Paolo Grassi, per ‘Platonov’ di Cechov avviene l’incontro con Strehler che in teatro riconosce e esalterà le sue qualità di interprete drammatica perfezionista, che lavora a lungo su un personaggio, attrice di temperamento e interiore assieme e in questo moderna. Sono anni esaltanti, di passione e litigi, di mondanità e ritiri teatrali da cui nascono spettacoli che fanno storia: ‘El nost Milan’, ‘I giganti della montagnà, ‘Santa Giovanna dei macellì e ‘Il giardino dei ciliegì, cui si aggiungono ‘Il processo a Giovanna d’Arcò regia di Klaus M. Gruber, la ‘Lulù’ di Wedekind con regia di Patrice Chreau, lo sfortunato ‘Old times’ con Luchino Visconti nel 1975 (che l’autore, Pinter, fece interrompere) e ‘Maria Stuardà con Franco Zeffirelli nel 1982, cui c’è da aggiungere il ‘Magnificat’ di Alda Merini (varie repliche tra il 2002 e il 2009. Due anni fa l’attrice è stata celebrata alla Mostra del cinema di Venezia con Diva! il film di Francesco Patierno che rende omaggio alla vita e alla carriera di Valentina Cortese con un cast corale al femminile composto da Barbora Bobulova, Anita Caprioli, Carolina Crescentini, Silvia D’Amico, Isabella Ferrari, Carlotta Natoli, Greta Scarano, Anna Foglietta e con Michele Riondino.Lo scorso anno inoltre presso lo spazio Oberdan di Milano 30 ritratti dei più importanti fotografi hanno immortalato la divina simbolo di carisma e di eleganza.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here