Si è spenta oggi a 81 anni a Milano la pantera di Goro, all’anagrafe Maria Ilva Biolcati.
Fu ribattezzata la Pantera di Goro, proprio in quel periodo, in contrapposizione a Mina, la Tigre di Cremona, Iva Zanicchi, l’Aquila di Ligonchio, e Orietta Berti, l’Usignolo di Cavriago. Ha sempre rivendicato un’appartenenza politica “rossa” e dello stesso colore si tinse anche i capelli. Proprio “la rossa” amava definirla Jannacci che compose per lei un album bellissimo “La Rossa” con la canzone omonima nel 1980.
Dagli anni sessanta col tempo il suo repertorio, così come la sua voce, si è spostato verso un genere più complesso, al punto di diventare la musa di Giorgio Strehler che la introdusse nel mondo di Bertold Brecht. È stata la signora di tante prime volte Milva: basti pensare le sue serate-milonga con Astor Piazzolla, il suo mettere in musica i versi di Alda Merini, la poetessa dei Navigli, ma anche, riavvolgendo il filo del tempo, quando si improvvisò attrice di musical in coppia con Gino Bramieri. Era il 1969 e lo spettacolo si chiamava Angeli. Il suo ultimo lavoro risale al 2010 ed era il completamento della triologia con Franco Battiato iniziata con “Milva e dintorni” del 1982, proseguita con “Svegliando l’amante che dorme” del 1989 e completata, appunto, con “Non conosco nessun Patrizio”.Un viaggio artistico lungo oltre mezzo secolo che conta anche collaborazioni con Theodorakis, Morricone (che dedica solo a Lei ed a Amii Stewart un intero album) , Francis Lai, Vangelis, album in tedesco, in giapponese e in altre lingue (oltre 170 pubblicazioni che ne fanno la cantante italiana più prolifica),serate all’Olympia di Parigi, oltre 80 milioni di dischi nel mondo, e anche la nomina a Cavaliere della Legion d’Onore in Francia e la Croce al merito a Berlino. Nel 2018 le fu assegnato il Premio alla Carriera del Festival di Sanremo, dove fu protagonista ben 15 volte. E dove a ritirarlo fu la figlia, già per sua impossibilità.

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