Giugno è il  mese dedicato al Gay Pride


In questo periodo  si celebra la libertà di genere all’insegna dell’inclusività e a un solo, unico grido: l’amore è tutto ciò che conta

La moda non sta certo a guardare…


Diesel, Ralph Lauren, Michael Kors, levi’s, Nike, Adidas, Converse, American Apparel… e tanti altri ancora reinventano l’arcobaleno, simbolo delle manifestazioni e elemento iconico del guardaroba.

Ovunque, in decine di città del mondo si tengono sfilate a sostegno dei diritti delle persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali. 

L’occasione é ghiotta e così molte aziende  approfittano del momento  per dare un segnale a favore delle persone LGBT o banalmente per vendere più facilmente i loro prodotti e farsi pubblicità. 

Nella maggior parte dei casi si tratta di collezioni o singoli pezzi realizzati in collaborazione con gli attivisti, che ricevono una percentuale sulle vendite; in questo modo le aziende guadagnano in visibilità e ottengono anche un profitto. 

La pratica è criticata da alcuni giornalisti e attivisti («Il mese del Pride: quando le aziende si ricordano che gli omosessuali esistono/fanno acquisti», scrive per esempio la giornalista lesbica di BuzzFeed Shannon Keating), altri la ritengono invece un segnale importante, dato che grosse aziende apprezzate da persone di tutti i tipi si schierano a favore di una minoranza.

Lasciamo a voi lettori qualsiasi commento o giudizio sull’opportunità di queste operazioni che investono trasversalmente qualsiasi occasione di visibilità con risvolti commerciali.

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