Nella Winchester del 1932 Violet, zitella di 38 anni, una delle “donne in eccedenza”, che a causa della Grande guerra, erano destinate a non trovare marito, cerca di raggiungere la propria autonomia e indipendenza dalla madre opprimente e da una società restia ad assegnare alle donne un ruolo che non sia all’interno del matrimonio tradizionale.

Un vero e proprio romanzo di formazione il suo, che ricorda in qualche modo quello di Renzo all’interno dei Promessi Sposi del Manzoni. Violet, infatti, decide di affrontare un trekking in campagna nei luoghi visitati in gioventù col padre e il fratello ora morti. La paura che lei prova nel viaggiare da sola ricorda quella di Renzo prima di arrivare alle rive dell’Adda. Anche gli osti, curiosi e chiacchieroni, si assomigliano in entrambe le opere.

Violet, però, non è l’unica donna: accanto a lei ruotano molte figure femminile, diverse tra loro, alcune che fanno propria l’ipocrisia dei valori della società, altre in lotta contro i pregiudizi alla ricerca dell’affermazione dei propri diritti.

L’intreccio si snoda attorno a una congregazione di ricamatrici, che si prefigge lo scopo di decorare l’austera e solenne cattedrale con i propri cuscini decorati con grande maestria e vivacità di colori.

Alla ricostruzione storica e geografica del romanzo viene dedicata una particolare cura, soprattutto nel ricordo delle sofferenze causate da una guerra che si vorrebbe, ma che non si riesce ancora a dimenticare, quando già inizia a profilarsi sull’Europa l’ombra del Nazismo e l’incubo della guerra che provocherà.

Ne risulta una lettura piacevole e scorrevole, grazie a un intreccio segnato da un ritmo costante, mai noioso, in cui si stagliano personaggi che, nonostante una profondità psicologica non particolarmente complessa, sono delineati in modo netto e vivido.

Tracy Chevalier

L’autrice nasce nel 1962 a Washington, nel 1984 si trasferisce in Inghilterra dove inizia a lavorare nell’editoria come editor.

Nel 1999 viene pubblicato il suo secondo romanzo, La ragazza con l’orecchino di perla, un successo mondiale, tradotto in 38 lingue, da cui nel 2003 è tratto il film omonimo, diretto da Peter Webber.

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