Un altro lutto in questo momento terribile. La morte di Elsa Peretti è l’ennesimo dolore di questi mesi durissimi.


Donna forte, colta, intelligente e anticonformista era amica di Andy Warhol e Lou Reed, faceva la modella per Helmut Newton e per Salvador Dalì, disegnava gioielli a forma di ossa e poi divenne insieme a Paloma Picasso tra le designer più importanti di Tiffany. Donna libera nella NYC degli anni 60, ha rivoluzionato il mondo del design e dello stile, lo sguardo lanciato nel futuro e una creatività spiazzante. Come la sua idea innovativa di ispirarsi, come già detto, alle ossa umane come ispirazione per bracciali di eleganza intramontabile.
Il motivo? Da ragazzina visitava spesso la cripta di una chiesa cappuccina del diciassettesimo secolo a Roma dove le pareti erano decorate con ossa e la madre doveva rimandarla indietro ogni volta a restituire un piccolo ossicino…un’ossessione.


Questi gioielli, approdati nelle collezioni permanenti del British Museum come del Metropolitan di New York, per primi hanno sdoganato l’argento come materiale prezioso, e hanno scelto forme anatomiche come ispirazione, come nella collezione Bones, ossa, appunto. E proprio il bone cuff, in occasione dei suoi 80 anni era stato rielaborato in modo inedito, in verde e rosso.Nel 1974, quando iniziò a collaborare con Tiffany, che ha contribuito a rendere grande e famosa nel mondo, fu tentata si lavorare con le pietre più preziose ma dichiarò di sentirsi intimorita dalla personalità di una pietra. Appartenente ad una ricca famiglia di industriali ha vissuto a Roma a NY e in Spagna dove con la sua fondazione ha devoluto negli anni oltre 54 milioni di dollari in operazioni umanitarie.
Nelle sue ultime interviste aveva detto che il Covid le faceva paura perché l’aveva privata di molti amici. Oggi la ricordiamo a una settimana dalla morte avvenuta ad 80 anni come una leggenda dello stile e del design.

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