Scrivere di Karl Lagerfeld oggi è un atto dovuto verso uno dei più grandi stilisti al mondo. 
Uno stilista che ha saputo reinterpretare l’heritage di un marchio prestigioso come Chanel per 40 anni.
Rigido, severo, “kaiser “ della moda, ma anche a tratti irriverente, autoironico, innovativo, sperimentatore nella consapevolezza di poterselo permettere e quindi considerato talvolta sopra le righe, geniale e contemporaneo.
Ha regalato a Chanel anni di modernità e di successo, oltre ad aver collaborato con Chloé, Fendi ed altri brand di prestigio ed aver creato e gestito per anni le sue linee Karl Lagerfeld e KL tra abbigliamento profumi e accessori.
La sua immagine rimane e rimarrà nell’immaginario collettivo, il suo pupazzo, il suo gatto e le sue contraddizioni: il suo essere intransigente fino a licenziare Inès de la Fressange nel 1989 (all’epoca icona della maison Chanel) per aver prestato alla Marianna la sua effige nel bicentenario della rivoluzione francese e dall’altro lato esser stato il prima stillista ad aver firmato nel 2004 la collaborazione con H&M.
Antipatico e simpatico nello stesso momento, dicotomico ma sicuramente talentuoso e dotato di grande immaginazione e visibilità della moda sulla quale ha regnato incontrastato nelle ultime decadi. 


Le roi est mort…vive le roi!

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