Abbiamo colto l’opportunità di intervistare il talentuoso modello Emil Osmanovic Montenegro che ha gentilmente risposto ad alcuni quesiti e curiosità riguardo la sua vita e la sua carriera.

Dunque cominciamo proprio da dove tutto ebbe origine…

FDB: Ciao Emil e grazie per la tua disponibilità, spiegaci come hai iniziato il tuo percorso di modello.

EOM: Sono sempre stato affascinato dal mondo della moda e del design, ma l’occasione propizia si é presentata  quando ho partecipato e vinto  il concorso “ Face of Montenegro” da quel momento, dopo  i miei18 anni ho cominciato a pubblicare le prime foto professionali. Nonostante fossi molto propenso verso questa direzione che per me era e rimane una passione, su insistenza dei miei genitori ho prima proseguito gli studi universitari.Quindi dopo i 21 anni finalmente mi sono immerso a capofitto nel mondo della moda.

FDB:Ti senti a tuo agio davanti l’obiettivo di un fotografo? Hai qualche segreto, da svelarci, per uno scatto perfetto?

EOM: Dopo molti anni di lavoro davanti all’obiettivo mi sento molto a mio agio, qualunque sia il servizio fotografico. Ormai per me è diventata una cosa molto naturale! Non ho alcun segreto!! Solo questo: la notte prima di un servizio evito la vita notturna, vado a dormire molto presto per essere fresco e riposato il giorno seguente. Bevo solo acqua. Assolutamente niente alcol!

FDB: Che rapporto hai con i social network?

EOM: I social networks, come Instagram e FB, al giorno d’oggi sono molto importanti. Sia per motivi promozionali che per il lavoro. Io preferisco Instagram. Ho più’ di 310k di followers e condivido con loro molto spesso il mio lavoro, i miei viaggi e i momenti fashion.Molto spesso mi chiedono per esempio, dove compro tutte le mie belle cose, quanto volte a settimana vado in palestra, cosa mangio o cosa bevo. Quali sono i miei brand preferiti ect.

FDB: Tutto quello che sta accadendo nel mondo, la diffusione del covid19, le restrizione come influenzeranno il mondo della moda?

EOM: Certamente questa situazione incredibile non era prevedibile da nessuno, soprattutto per la velocità di propagazione dell’infezione dovuta all’estrema contagiosità del virus.
Questo virus e’ si molto contagioso ma fortunatamente non molto letale altrimenti ci saremmo trovati nelle condizioni della purtroppo famosa influenza cosiddetta spagnola dell’inizio del secolo scorso.
Tuttavia una pandemia di queste proporzioni non si era mai vista prima  ed ha coinvolto molto velocemente tutto il globo. E questo ci ha fatto rendere conto di quanto effettivamente sia piccolo questo granello di universo che chiamiamo Terra. 
Tutti dobbiamo contribuire alla risoluzione di questa pandemia attuando le norme di distanziamento sociale e di isolamento che ci sono state richieste e che stanno dimostrandosi efficaci anche se in maniera molto lenta, come dimostrano I risultati ottenuti in diversi paesi dove ci si sta avviando alla fase due.
Sono cambiamenti delle nostre abitudini di vita profondissimi a cui dobbiamo abituarci e cercare di vederne i lati positivi ( più’ tempo per pensare,meditare,dedicarci alla lettura, intrattenere rapporti più’ stretti con i nostri amici e magari apprezzare di più’, molto di più’ ciò’ che oggi diamo per scontato: per prima la nostra libertà’ di fare ciò’ che vogliamo quando vogliamo!)per non cadere in depressione! Tutti i settori economici subiranno grandissimi contraccolpi e saranno influenzati in maniera negativa da queste misure restrittive che sono comunque non solo necessarie ma indispensabili e fondamentali. Ovviamente anche il settore della moda ne risulterà pesantemente e negativamente condizionato visto che sia la produzione che la distribuzione sono praticamente bloccate e non si sa quando potranno riprendere. Da considerare anche il fatto che quando si uscirà da questa emergenza molte persone avranno subito danni economici notevoli e anche saranno psicologicamente provate per cui forse non saranno predisposte ad affrontare spese che non siano strettamente necessarie alla sopravvivenza e alla ripresa dell’attività lavorativa.
Dobbiamo comunque pensare positivo e credere che cosi’ come dopo la grande pestilenza ci fu il Rinascimento, dopo questa pandemia ci sarà un periodo di slancio economico e forse anche culturale tale da farci recuperare velocemente il nostro benessere fisico e psichico precedente e magari anche migliorarlo. Dobbiamo comunque ricordare che molte Grandi aziende italiane della moda, praticamente tutti i marchi grandi e non grandi anche di accessori ma non solo (vedasi la Ferrari )hanno contribuito notevolmente al supporto delle necessità di sistemi di difesa personale come mascherine e camici e quant’altro non solo con contributi in denaro notevolissimi, ma anche e soprattuto convertendo le loro fabbriche alla produzione di tali dispositivi. 
A loro va naturalmente il nostro grande apprezzamento e riconoscenza.

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