Inizia il festival di Venzia 2019 con immancabili polemiche. Leticia Martel, Presidente di una giuria, lascia già poche speranze sui vincitori. Attacca duramente Roman Polanski per la solita storia dello stupro del 1977 dopo che la stessa vittima ha più volte dichiarato che il personaggio in questione ha pagato abbastanza. Senza dimenticare che nel frattempo il regista ci ha regalato film stupendi e si è guadagnato anche un Oscar, a testimonianza che le caratteristiche personali ed artistiche vanno tenute separate soprattutto da parte di chi ritiene di poter giudicare le seconde. Del resto non guarderemmo i quadri di Caravaggio né li considereremmo capolavori se dovessimo farci influenzare dal suo profilo e dalle sue doti personali. Dunque questo polverone, forse, compromette uno dei più attesi film in concorso a cui il regista lavora da anni sull’affare Dreyfuss (J’accuse).


Eccoci quindi a commentare almeno il red carpet….visto che i film devono ancora essere proiettati.


Grande presenza di Armani privè (Alessandra Mastronardi, Juliette Binoche,Valeria Golino, Barbara Palvin), di Alberta Ferretti (Stefania Rocca, Martha Hunt, Isabel Fontana)  di Valentino (Iman su tutte, seguita da Marina e Benedetta Cicogna, Giulia Valentina) e Etro (Isabella Ferrari, Hend Sabri, Elsa Hosk), con qualche spazio limitato per altri designer (Scervino per Lady Kitty Spencer, Manila Grace per Melanie Brown, Jean Paul Gautier per Catherine Deneuve, Louis Vuitton, per Stacy Martin e pochi altri).
Tutto può succedere e ancora ne vedremo, ma al momento dovendo dare l’oscar…anzi Il leone della meglio vestita, sicuramente va ad Iman , vedova Bowie, una nuvola viola di rouches con il suo abito di Valentino Couture.

In onore di Franca Sozzani si è tenuto un party organizzato da Livia Firth che per celebrare la terza edizione del Franca Sozzani Award che ha premiato proprio Iman. Tantissime le star presenti, elegantissime tranne rari esempi tra cui il destinatario del premio per il peggio vestito (camicia fuori dai pantaloni e ciabatte….troppo casual anche per lui) che va a Rupert Everett.

Tra le dive in passerella inoltre discutibile anche Catherine Deneuve, che ha osato un gilet rosso couture di Gautier troppo grande che la rimpiccioliva anzichè slanciarla…e poi alla sua età, con la sua classe, il tatuaggio tribale sulla schiena proprio poteva evitarselo…

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here