Oggi abbiamo il piacere di intervistare in esclusiva per ModaTerapia lo stilista Anton Giulio Grande.
Nato a Lamezia Terme in Calabria,  ha studiato prima a Firenze e poi a New York.

Durante la sua carriera ha avuto la possibilità di lavorare insieme a nomi storici della moda romana, fino al 1996 anno di nascita del suo brand e della sua collezione d’esordio.

3 domande per riassumere la sua storia, per penetrare nel suo passato, esplorare il presente e sondare il suo futuro.

FDB: La prima domanda si lega alla sua storia, al recupero della memoria e alle emozioni, nonché ai ricordi che le sovvengono pensando ai suoi esordi con maison prestigiose come quella delle Sorelle Fontana e Gattinoni, fino ad arrivare alla sua esperienza singola sulla scalinata di Piazza di Spagna. Può dare un ordine e ricordarci queste emozioni?

AGG: Sicuramente la fine degli anni ‘90 rappresenta in assoluto il periodo più bello ed emozionante della mia professione. Mi ero laureato da pochissimo e sono entrato nel mondo della moda e nello specifico dell’alta moda dalla porta principale . Dopo l’incontro con il Presidente della Camera della moda di allora , il dott . Giuseppe della Schiava , mi promosse ad entrare ufficialmente nel calendario ufficiale dell’alta moda italiana con i big, quindi la preparazione e presentazione della mia prima sfilata di alta moda che ebbe uno straordinario successo di stampa, critica e pubblico , da lì a qualche giorno la notizia che avrei partecipato alla sfilata in diretta Tv mondiale di Piazza di Spagna, vista e sognata da ragazzino in tv… l’inizio di un escalation di successi importanti che a quell‘epoca essendo poco più che un ragazzo neanche me ne resi conto di quanto la mia vita fosse cambiata, viaggiavo in continuazione presentando le mie collezioni avendo sempre più successo. La mia prima vera sfilata importante fu in realtà a Firenze a Palazzo della Signoria nello splendido Salone del Cinquecento. Era la sfilata finale del mio corso di laurea , la mia tutor era Micol Fontana (Una delle Sorelle Fontana ) andavo quasi tutte le settimane a Roma da Firenze per la costruzione della mia mini prima collezione e lei era la mia super visore. Uno degli incontri più emozionanti della mia vita . Donna di straordinarie capacità e qualità professionali e umane . Ho appreso tantissimo da quegli incontri e lei si recò ad applaudirmi alla sfilata finale . Accanto a lei ad applaudirmi il celebre regista Franco Zeffirelli . Fu una serata straordinaria , nonostante sono trascorsi 25 anni il ricordo è fervido ed emozionante più che mai-

FDB: La seconda domanda riguarda il presente della maison AGG, come si ottiene successo in un momento così difficile e stilisticamente complicato, fatto di riprese dal passato e contaminazioni, dove pare non esserci più spazio per l’eleganza e il buon gusto?

AGG: Il presente è sempre incerto come il futuro . Ma si sa, chi sceglie questo tipo di mestiere sa che nulla è costante , eterno, ma sottoposto a cambiamenti. Da quando ho iniziato ad ora tantissimi cambiamenti che neanche io che ho un’apertura mentale abbastanza elevata avrei immaginato . Bisogna adeguarsi e calarsi in una realtà di esigenze e cambiamenti repentini . La moda , ma non solo, la società , l’economia , la politica , gli interessi cambiano. Cambiano gli assi , i mercati , le città di interesse. Con internet molte figure professionali  sono cambiate, sparite o modificato il ruolo. I cambiamenti spaventano ma bisogna essere pronti per fronteggiarli ed essere sempre attuali a ciò che il mercato o il trend richiede. Nel mio caso cercando di mantener fede alla qualità del prodotto sempre.

FDB: Infine pensiamo al futuro. Molti marchi soffrono di solitudine e tra le diverse strategie ci sono la realizzazione di capsule in co-branding (Louis Vuitton negli ultimi 15 anni ne ha realizzate delle più disparate).
Quale collaborazione le piacerebbe realizzare in una visione di affinità elettiva o complementarietà con un altro brand?  E come vede il futuro della maison Grande nel prossimo decennio in cui inevitabilmente, dopo tanta confusione, ci sarà un ritorno al rigore e all’eleganza?

AGG: Come tutti i periodi o i corsi storici anche questa epoca finirà o si modificherà , alla fine ci si stanca di tutto e quando si toccano gli eccessi è inevitabile il cambiamento. Spero in una ripresa economica , ripresa di idee e ripresa del concept dell eleganza corredata alla qualità. Spero in un reset di talenti improvvisati, bluff e di figure inutili create dai social . Non nascondo che ad oggi mi piacerebbe occuparmi di mercati e prodotti paralleli alla moda e collaborazioni costruttive dov’è umilmente si può imparare gli uni dagli altri , senza competizione o perlomeno competizioni stimolanti e interessati . Quando la competizione è fine a se stessa è solo logorante e distruttiva . Mi piace concludere citando il mio caro e indimenticabile prof. di semiologia l’immenso Umberto Eco:  “internet ha dato il diritto di parola agli imbecilli ecc …

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