FELTRINELLI 2020, TITOLO ORIGINALE THE PEOPLES IN THE TREES LISPENARD STREET PRODUCTION 2013

Il romanzo racconta la vicenda di Norton Perina, vincitore di un premio Nobel per la medicina per aver scoperto la sindrome di Selene. La malattia colpisce un popolo aborigeno di un’isola sperduta della Micronesia, rendendo immortale chi colpisce, ma deteriorandone irrimediabilmente le facoltà intellettive.

Lo scienziato, però, ormai famoso in tutto il mondo, viene accusato di pedofilia e di violenze nei confronti dei tantissimi figli adottivi, portati via dalla povertà dell’isola ormai invasa e distrutta dalle multinazionali farmaceutiche, alla ricerca del segreto dell’eterna giovinezza.

Il racconto si snoda sulla prospettiva dei due narratori: il Perina, che dal carcere scrive le sue memorie, e Ronald Kubodera, l’unico amico rimasto, che introduce e commenta in modo ossessivo e pedante le pagine dello scienziato.

Entrambi i punti di vista sono del tutto inaffidabili, così il lettore è costretto a giudicare da solo i fatti narrati che, come nei migliori thriller, si chiariranno completamente solo alla fine.

Sorprende come l’autrice riesca a rendere in modo così realistico una vicenda del tutto assurda. Ma come non pensare, nel 700° anniversario della morte di Dante, al racconto ancora più assurdo e altrettanto realistico della sua Commedia.

L’autrice, Hanya Yanagihara, è nota per Una vita come tante, il suo secondo romanzo, appassionante e magnetico. Anche Il popolo degli alberi si rivela avvincente, pur in modo diverso. Ad affascinare rimane l’eccezionale abilità della scrittrice nel tradurre nel testo la sua fervida immaginazione. 

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