Anni fa mi sono imbattuto in un libro di Doris Lessing ” GATTI MOLTO SPECIALI “particolarmente affascinante, dolce e al tempo stesso “bipolare” come i gatti che si presentano con caratteri selvatici appena possono ribadirlo, ma al tempo stesso sanno essere affettuosi e riconoscenti.


L’autrice si racconta attraverso i gatti che l’hanno accompagnata durante la vita in diverse città e diverse situazioni, da Londra fino all’Africa coloniale dove ha vissuto per molti anni.Consiglio vivamente questo libro a chiunque ami gli animali e i gatti in particolare….


La settimana scorsa ho risentito un cd di Al Stewart “THE YEAR OF THE CAT” del 1976 un concept album che ha scalato le classifiche di tutto il mondo dedicato ai gatti, fin dalla copertina…e che nasconde una stranissima storia che vi racconto di seguito.

Nel 1966 il 21enne Al Stewart assiste a Bournemouth, in Inghilterra, allo spettacolo del comico Tony Hancock. Il comico è molto depresso, sale sul palco e dice «Non voglio essere qui. Sono completamente incazzato con la mia vita. un perdente completo, questo è stupido, non so perché non finisca tutto qui proprio qui». Tutti ridono convinti che faccia parte dello show, ma il giovane Stewart capisce che quell’uomo sul palcoscenico parla sul serio e ne rimane molto turbato. Va a casa e compone una canzone intitolata The Foot on the Stage,” Due anni dopo Hancock si uccide in Australia con una overdose di droga, e Stewart ne resta turbato, non vuole speculare su quella tragedia e ripone la canzone in un cassetto. Molti anni dopo, durante un tour in America,il cantautore pensa di rispolverare la sua vecchia canzone su Tony Hancock, si accorge che l’intro di pianoforte che sta suonando sta benissimo con la melodia del brano e completa la canzone. Ma la casa discografica obbietta che non hanno idea di chi fosse Tony Hancock e che quindi il testo va cambiato. Torna a casa della fidanzata e trova un libro sull’astrologia vietnamita, lo apre a caso e trova un capitolo intitolato “l’anno del gatto”  …sarà quello il titolo della lunga canzone (oltre 6 minuti). La copertina dell’album è piena di riferimenti ai gatti, soprammobili, quadri…e  qualsiasi cosa.


E nella musica Al Stewart non è solo…ci sono anche i Queen con Delilah e i Cure con Lovecats, mentre in Italia Gino Paoli canta “la gatta” già nel 1960, a seguire Edoardo Bennato ( “Il gatto e la volpe”), Rettore (“Gattivissima”), Lucio battisti (“Maledetto gatto”), in epoca più recente anche Baccini, Bersani e i Thegiornalisti mentre Marcella Bella cita maliziosamente la gatta nella sua “Nell’aria”  e nel brano  “Miao”del 1983.


Nella moda il compianto Karl Lagerfeld, uno dei maggiori stilisti al mondo ha da sempre ammesso il suo amore per i gatti e soprattutto  ha fatto notizia che alla sua morte la sua gatta Choupette sia divenuta erede del suo patrimonio….oltre che ad avere ispirato parte delle sue produzioni.


Anni fa, nel 2014 mi pare, mi sono poi imbattuto in una mostra sui gatti e sulla loro presenza sulle locandine di moltissimi film dal titolo “MIAO…SI GIRA” al Museo del manifesto cinematografico di via Gluk a Milano. Da  “Colazione da Tiffany”, agli “Aristogatti”, dal “Gatto con gli Stivali”, al “Gatto nero” a “Catwoman” , dal gatto siamese di “Una strega in paradiso”  ai gatti horror di Stephen King.Ancora una volta l’universo felino mi abbracciava e mi faceva capire la sua presenza…


I gatti sono esseri affascinanti, misteriosi, intelligenti, furbi, carini, puliti e non hanno bisogno di troppe attenzioni, rendendo le nostre abitazioni simpatiche e piene senza troppo disturbare…per cui adottare un micio è sicuramente un atto molto nobile.
Inoltre esiste addirittura una gatto-terapia…un trattamento contro l’ansia lo stress, la depressione e addirittura l’autismo.
Con i loro tempi i loro movimenti e la loro attitude migliorano la qualità della nostra vita creando una connessione speciale con il proprietario.
Basandosi su diversi studi, le persone che soffrono di una cardiopatia mostrano un miglioramento progressivo a seguito della convivenza con un gatto. Curiosamente la stessa ricerca condotta con i cani porta a risultati completamente differenti, mantenendo costanti i valori, senza alcun miglioramento.

La presenza di gatti e la loro compagnia promuove quindi il miglioramento fisico e psicologico e porta molti più benefici di quanto si possa immaginare…
Amano l’indipendenza, ma anche essere coccolati, ambivalenti e confusi come gli esseri umani nelle loro perenni contraddizioni, sarà questo il motivo dell’attrazione che esercitano su di noi?

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here