La leggenda vuole che il suo amore per la moda sia nato da bambino, a Himeiji, quando rubava le riviste delle sorelle per leggerle di nascosto. Una passione che lo avrebbe portato a Parigi per fondare il marchio omonimo, capace di coniugare l’eleganza orientale e lo streetwear occidentale. 


Nella capitale Tokyo studia moda al Bunka Fashion College (lo stesso di  Junya Watanabe, Yohji Yamamoto e Gliuliano Fujiwara). Inizia a disegnare abiti femminili per i grandi magazzini, poi il grande salto: l’Europa, la patria dell’alta moda. Approda a Parigi che lo adotta ufficialmente e lo inserisce da subito e per sempre nei suoi calendari ufficiali delle sfilate:
Nel 1970 apre la sua prima boutique a Parigi dal nome Jungle Jap. Nelle sue vetrine tutto è nuovo e audace: le proporzioni, i colori, le stampe che evocano mondi esotici e lontani. Fiori dai colori sgargianti e animalier. Lancia l’oversize, le asimmetrie, i pantaloni di tela grezza. Uno stile ‘urbano’ pratico per essere indossato da tutti, sempre: le sue donne camminano nella giungla sì, ma in una giungla d’asfalto. Basta un anno affinché le riviste di moda si accorgano di lui e Elle metta una delle sue creazioni in copertina. Da allora successo su tutti i fronti dalla moda agli accessori soprattutto i profumi (Flower, Jungle, World…). Il suo mondo preferito è quello etnico e il suo ambiente il circo che evoca i sulle sue stampe e nelle scenografie dei defilé – con tanto di elefanti – disegna i costumi per il cinema e per il teatro. Saluta per sempre il mondo della moda nel 1999, per dirottare il suo talento creativo nel design di interni. Ma il brand, che nel frattempo è entrato a far parte del colosso del lusso LMVH, cresce e prospera. Dopo una parentesi con Antonio Marras, alla guida del brand arrivano Humberto Leon e Carol Lim, che riportano lo stile del brand alle origine di Jungle Jap, allo streetwear graffiante e originale che piace a Beyoncé, a Rihanna, a Selena Gomez e a schiere di clienti in tutto il mondo che apprezzano la sua moda e i suoi profumi. Perfino il colosso del fast fashion H&M nel 2016 capisce che Kenzo è il brand giusto per una collaborazione in edizione limitata di grande successo che verrà definita grintosa e animalier.
Rimane il ricordo delle sue stampe, dei suoi fiori, del papavero rosso che accompagna l’immagine di “Flower” e del l’immancabile tigre che continuerà a ruggire sui capi dalle vetrine delle sue boutique nel mondo.

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