Eccentrica, carismatica e dotata di una voce potente ed espressiva, Cherilyn Sarkisian LaPierre in arte Cher appare nei panni di Ruby nel sequel di “Mamma mia ci risiamo”, già campione di incassi in tutto il mondo.

È un ruolo costruito a pennello sulla sua interprete: un ritorno al cinema dopo oltre sette anni di assenza da “Burlesque”, ma anche una reunion con la sua amica Meryl Streep, con la quale Cher aveva già diviso il set per la prima volta ben trentacinque anni fa, in “Silkwood” per il quale era stata candidata all’Oscar per la migliore interpretazione da non protagonista.
Insomma, la più longeva e inossidabile delle popstar non sembra aver perso la voglia di dividersi fra le sue due storiche passioni, la musica e il cinema; tanto che, sull’onda della popolarità di “Mamma mia ci risiamo” è in procinto di pubblicare Dancing Queen, un album interamente composto da cover del repertorio degli Abba, mentre la sua incisione di Fernando l’ha riportata nella classifica dei singoli più venduti in Gran Bretagna a settantadue anni, un record assoluto per un’artista donna.

 
Del resto nessun’altra cantante, con la sola eccezione di Barbra Streisand, ha saputo coniugare la carriera di popstar a quella di attrice con lo stesso successo di Cher.
Nata a El Centro, in California, Cherilyn Sarkisian arriva alla ribalta nell’estate del 1965, appena diciannovenne, quando in coppia con il marito, il cantautore Sonny Bono, lancia ai primi posti delle classifiche la tenera ballata I Got You Babe (nel 1993 sarà il brano portante del film “Ricomincio da capo”); da allora alterna l’attività con il marito a una fortunata carriera da solista, che la vedrà tornare in cima alle hit-parade con canzoni quali Bang Bang (My Baby Shot Me Down), Gypsys, Tramps & Thieves, Half-Breed e Dark Lady. Nel frattempo, negli anni Settanta lei e Sonny diventano degli autentici idoli della TV americana grazie a uno dei varietà più amati del decennio, “The Sonny & Cher Comedy Hour”, che nel 1973 vale a Cher il Golden Globe come miglior attrice televisiva.


Dopo il divorzio da Sonny e un breve matrimonio con Gregg Allman della Allman Brothers Band, ecco arrivare il colpo di scena: Cher, conosciuta fino ad allora per le sue doti di cantante, per i suoi sketch in televisione e per i look stravaganti e trasgressivi, decide di reinventarsi come attrice drammatica. Difficile immaginare che, da lì a poco, sarà una delle principali star hollywoodiane degli anni Ottanta, con una carriera di attrice da Oscar (conquistato con Il fiłm “Sregata dalla luna”). Il loro modo di vestirsi e di atteggiarsi è sorprendentemente diverso dai mod e dai rocker allora in voga.«We were dressing like hippies before there was a name for it! ».

Ricordiamo tra gli altri: “Mask” il film con cui vinse il sofisticatissimo festival di Cannes, “Come back to five and dime-Jimmy Dean Jimmy Dean” di Robert Altman e poi “Silkwood” con l’amica Meryl Streep, “Le streghe di Eastwick”, “Sirene”, “Suspect” e il bellissimo “un Te con Mussolini” del regista Franco Zeffirelli.
Il successo cinematografico si affianca a quello discografico. E se per i più giovani il suo nome è legato soprattutto a Believe, il tormentone dance di fine millennio (nonché il singolo di una donna più venduto di sempre nel Regno Unito), la sua fama come cantante ci porta a ricordare una importante discografia con album tutti finiti ai primi posti delle classifiche mondiali.

Inoltre non vanno dimenticati i faraonici show portati in giro per il mondo e la sua residenza a Las Vegas per anni con uno spettacolo che ha sempre registrato  il tutto esaurito.
E poi abiti, profumi, Barbie con le sue fattezze, imponenti operazioni di merchandising fanno di Cher un mito, l’ultima diva realmente esistente.
I suoi stravaganti costumi e i suoi look azzardatissimi hanno avuto per anni la firma di Bob Mackie uno dei più importanti costumisti americani. Tra gli outfit che hanno fatto più scalpore si ricordano il body di rete strappato che le costò la censura del video di If I could turn back time (1989), e l’abito total black ispirato ai costumi indiani Mohawk coronato da un grande copricapo di piume indossato agli Oscar del 1986.

Cher ha influenzato il costume e la moda di intere generazioni.
Fin dagli anni 70 attraverso oltre 4 decadi di look indimenicabili, a saputo interpretare con i suoi canoni ogni singolo decennio.
Dell’ombelico scoperto, ai look coloratissimi, a quelli più audaci, al nude look dando origine ad una  serie di outfit unici e irripetibili, sempre proposti con irriverenza ironia e leggerezza.


Il già citato Bob Mackie ha costuito su di lei creazioni indimenticabili come l’abito per la cerimonia degli Oscar o quello per il lancio del suo profumo che la vedeva come una brillante Cleopatra con trasparenze mozzafiato.

 

Marc Jacobs la utilizza per la campagna FW15/16 con un servizio fotografico ispirato a Diana Vreeland, per non parlare di come il tessuto animalier da lei sempre esibito sia tornato in auge nelle collezioni di tanti famosissimi stilisti (Versace e Cavalli in testa a tutti).


Oggi la stilista di “the Attico”Gilda Ambrosio citata anche da Forbes vede in Cher uno dei suoi miti assoluti.

 

Negli ultimi anni si parlava anche di un duetto con Lady Gaga che in effetti è possibile  scoprire solo sul web ( the greathest thing) ma che purtroppo non è mai stato inserito in nessun album delle due popstar.

 

Ora l’uscita di “Mama mia, ci risiamo” promette un rilancio e un tour 2019 per questa inossidabile primadonna, arguta, politicamente e socialmente  schierata ma anche autoironica e intelligente.

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