Cecilia Crisafulli, veneziana ma di origini siciliane. Figlia d’arte, il padre, Pierluigi è stato violinista del Teatro La Fenice di Venezia. 
Ha iniziato a suonare il piano a 5 anni, come la sorella, il violino invece a quasi 9 anni con una maestra che allora era collega del padre a teatro. 

Oggi si racconta per i lettori di modaterapia.

FDB:Quando nasce la passione per la Musica?
CC:”La musica è sempre stata molto presente in casa. Dischi in vinile, cd, concerti in televisione, mia sorella chiusa in una stanza a studiare il piano, io nell’altra a studiare il violino con o senza mio papà, mio padre stesso studiava tantissimo ed erano innumerevoli i concerti e le opere liriche a cui ci portavano. 
Mi sono diplomata al conservatorio Benedetto Marcello di Venezia nel luglio 2002, il liceo classico invece l’avevo concluso un anno prima. Non ho frequentato il conservatorio, perchè mio padre ha sempre scelto per me gli insegnati che riteneva più adatti, o all’altezza. Solo gli ultimi due anni poi mi sono iscritta perchè il mio ultimo insegnante vi aveva vinto la cattedra. 
Sempre nel 2002 subito dopo l’estate, mi sono trasferita a Berlino. Cercavo spunti nuovi, avevo bisogno di crescere sia musicalmente che nella vita. Per me è stato molto importante il sostegno della famiglia, anche a distanza sono stati sempre presenti. Venezia mi è sempre stata un po’ stretta. I miei genitori hanno creduto in me e hanno capito le mie esigenze di partire. Hanno fatto molti sacrifici per offrirmi l’opportunità di studiare fuori. Il primo anno a Berlino, con cui è stato amore a prima vista, ho studiato il tedesco e il violino. Quest’ultimo con il Prof. Axel Gerhardt ( allora spalla dei secondi dei Berliner Philharmoniker) che mi ha seguito sia per la preparazione all’esame di ammissione all’UdK (Universtiät der Künste-università delle arti) sia durante gli studi universitari. 
Anche se gli studi sono sempre stati prettamente classici (Bach e Mozart per intenderci) sono sempre stata aperta ad altri generi musicali. Ho suonato per guadagnare qualcosa con varie formazioni, anche rap o rock. E anche con il mio violino elettrico. 
Ero ancora studentessa quando lessi di questo concorso… era l’inverno del 2006. Mandai il curriculum vitae e la lettera di presentazione e non ci pensai più. Al ritorno dalle vacanze in Brasile, dopo quasi un mese, trovai l’invito al concorso. Mancavano solo 5 giorni! 
Per farla breve.. ho deciso di partecipare, mi sono preparata meglio che potevo, ho imparato tutti i brani a memoria, ho vinto. Ero abbastanza incredula, ma ovviamente strafelice e eccitata all’idea che avrei viaggiato. Pensavo “Ok, lo farò per un anno magari e poi ci penso”. Nel frattempo sono passati 12 anni e mezzo! :)E’ stata dura inizialmente. Cerco sempre di dare il meglio in quello che faccio. Avevo circa un mese di tempo per prepararmi alla prima (e unica) prova con l’orchestra e poi sarebbero inziati i concerti. I brani da studiare erano tanti e io ci ho dato dentro.”

FDB: Lei è l’unica donna dell’orchestra è stato difficile affermarsi in un ambiente tutto al maschile? 

CC: “Ritrovarmi sola, senza esperienza, in mezzo a tutti quegli uomini più grandi di me non è stato semplice. Ho capito subito che piacevo. Piaceva la mia serietà, il fatto che ero super preparata, sempre, puntuale, il fatto che ero schietta li ha sorpresi un po’ ma ci si sono abituati velocemente. E poi la presenza sul palco. A quanto pare mi viene naturale. Quella è stata una cosa che non ho dovuto imparare. Sorridere, suonare per tutte quelle persone, l’inchino.. Certo non dico che fossi tranquilla. Anzi! Mi ci è voluto un po’ per non tremare letteralmente sul palco, mi sentivo responsabile, con i miei “Soli”, e quelle luci che illuminavano solo me e gli occhi del pubblico e dei miei colleghi! Non ero andata a suonare con dei dilettanti, non potevo permettermi di far fare loro brutta figura. A quanto pare tutta questa adrenalina e stato d’ansia per fortuna non si notava.. e forse mi ha aiutata ad essere concentrata e a continuare a prepararmi al meglio per i concerti. 

FDB:L’impegno, la dedizione e la costanza hanno fatto si che lei diventasse parte integrante della Palast Orchester, un membro della famiglia tutti gli effetti. La dance band berlinese ha un suo stile retrò, ma sempre attuale, accompagna l’inconfondibile voce del suo carismatico leader, Max Raabe. Riproducono fedelmente lo charme delle orchestre da ballo che suscitavano grande entusiasmo negli anni ’20 e ’30. Ci racconti della band, dei vostri viaggi e dei meravigliosi teatri in cui vi siete esibiti…

CC:La Palast Orchester esiste da 35 anni. Max Raabe, il cantante, si è riunito con altri studenti per fare musica anni 20 e 30.. e non gli è andata male direi 😉 
Suoniamo regolarmente in Europa (non solo Germania, ma Francia, Inghilterra, Italia, Svizzera, Austria) negli Stati Uniti, in Canada, in Giappone, in Scandinavia e Russia. Abbiamo suonato in Libano e in Israele. Prima che facessi parte io dell’orchestra hanno suonato anche in Cina. 
Giriamo parecchio. Siamo 13 (il cantante appunto, un percussionista, un chitarrista, che suona anche il banjo, il mandolino, la ballalaica, il violino a seconda…,  un contrabassista (che suona anche il sousaphon), un pianista (che suona anche la fisarmonica), due trombe, la tuba (ma anche la viola), e quattro sassofoni che suonano clarinetti e flauti traversi a seconda della necessità. Abbiamo molte possibilità. Io stessa ho accompagnato al pianoforte i miei colleghi mentre cantavano… Dietro le quinte i nostri tecnici, il cuoco.. in sala il nostro tecnico del suono e quello delle luci. Tutte persone importantissime, al cui lavoro si deve la riuscita dello spettacolo.
I teatri in cui suoniamo sono famosissimi: la Carnegie Hall di NY, la Davies Symphony Hall di San Francisco, il Musikverein di Vienna, la Festspielhaus di Salisburgo, il Konzerthaus di Lucerna, la Salle Pleyel di Parigi, la Tonhalle di Düsseldorf, l’Oper di Tel Aviv etc. 
In Italia suonavano parecchio prima che io entrassi a far parte dell’orchestra. E’ solo una coincidenza ovviamente. Il mio primo concerto in Italia è stato a maggio del 2007 al Teatro San Carlo di Napoli, poi Catania, Taranto, Prato, Verona… 

Il 25 novembre suoneremo al Teatro dal Verme di Milano, il 26 al Kursaal di Merano. Ma io punto a suonare alla Fenice dove tutto è cominciato.. e al Teatro antico di Taormina di cui sono personalmente innamorata.. sarebbe un sogno. 
Mi piacerebbe che tutti conoscessero Max Raabe und das Palast Orchester, la splendida musica anni 20 e 30 che suoniamo (e il livello alto con cui la portiamo nei teatri) ma anche Cecilia Crisafulli, l’unica donna, l’unica italiana e l’unica violinista del gruppo. Abbiamo registrato da poco MTV Unplugged con la collaborazione di artisti quali: Lordi, Herbert Grönemeyer, Lea, Namika, Pawel Popolski, Lars Eidinger. Uscirà il 22 novembre. 

FDB: Non dev’essere semplice conciliare lai passione per la musica, i viaggi, l’orchestra con la famiglia. musicista, madre e moglie…

Ho 36 anni, sono nata il 22.11.1982 a Venezia. Mi sono sposata nel 2014 a Messina (mio marito, Piergiorgio, è siciliano e con lui si può dire che sono un po’ tornata alle origini..). Max e i miei colleghi sono venuti con le famiglie e abbiamo suonato per i miei invitati un concerto di circa un’ora. Suonare in abito da sposa è stato meraviglioso!Abbiamo due bambini: Julia, 4 anni e Nicolas, 16 mesi. I miei bambini sono cresciuti sul palco, Julia ha viaggiato con me i primi due anni della sua vita (poi la abbiamo iscritta all’asilo ma ogni tanto parte con me), Nicolas lo fa ancora da quando è nato. 

Ringraziamo Cecilia Crisafulli per il tempo che ci ha dedicato e per tutte le informazioni dettagliate  di cui faremo tesoro.

Quindi amici di Milano, amanti della buona musica l’appuntamento è il 25 novembre al Teatro Dal Verme per ascoltare Cecilia con Max Raabe und das Palast Orchester…

Palastorchetsre im Spiegelsaal, Clärchen´s Ballhaus, Mai 2019

Non mancate!

info: https://www.palast-orchester.de/en/gallery

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