La tragica notizia della morte del Maestro Zeffirelli, arriva mentre fervono i preparativi definitivi alla Fondazione Arena di Verona per la prova generale della sua ultima e tanto attesa Traviata che debutterà il prossimo 21 giugno alla presenza già annunciata, ma ora ancora più significativa, del Presidente della Repubblica Mattarella.

Con Zeffirelli scompare il più importante personaggio del cinema italiano e dell’opera lirica.
Regista di fama mondiale, sceneggiatore, scenografo e anche politico con posizione di rilievo in diverse Commissioni Palamentari.
La sua storia personale iniziò 96 anni fa a Firenze in maniera rocambolesca, come narrato nel 1999 nel capolavoro autobiografico “Un tè con Mussolini”, con uno dei cast più spettacolari (Cher, Judi Dench, Maggie Smith, Lily Tomlin e l’immancabile amica Joan Plowright, vedova di Lauence Olivier).
Tra i più famosi registi italiani nel mondo, i suoi film sono quasi tutti produzioni internazionali, dove come regista cinematografico si caratterizzava per l’eleganza formale e l’attenzione per il melodramma e le storie d’amore, sviluppate con senso dello spettacolo e gusto figurativo prezioso, non esente tuttavia da esuberanze manieristiche e dall’estetismo giudicato talvolta eccessivo.
In Italia ebbe un enorme successo nel 1976 con Gesù di Nazareth, ma tra i suoi film più famosi vanno assolutamente ricordati quelli con l’amica Liz Taylor del 1967 e del 1988 (La bisbetica domata e Il giovane Toscanini) ma ancheun capolavoro del 1981: Endless love (Amore senza fine), Il campione (1979), Romeo e Giulietta (1968),Fratello sole, sorella luna (1972), La traviata (1983), Otello (1986), l’Amleto  con Glenn Close (1990), Storia di una capinera (1993), Jane Eyre (1996) e quello dedicato alla sua amica Maria Callas con Fanny Ardant e Jeremy Irons Callas Forever (2002).
Il suo inizio e anche la sua storia personale con Luchino Visconti lo portarono a conoscere tutti gli attori e i registi più importanti e a calcare i teatri più prestigiosi del mondo con la regia di opere liriche sontuose (mietendo successi enormi dall’arena di Verona alla Scala al Metropolitan di New York dove era presenza fissa e attesissima)
Vincitore di 5 David di Donatello, BAFTA, Emmy, Nastri d’Argento, candidato ai premi Oscar per ben due volte, risulta un regista osannato nel mondo intero.
Nonostante il cinema lo abbia reso famoso nel mondo, in realtà i suoi successi sono di gran lunga più importanti nel campo della lirica di cui ha creato spettacolari regie.

Al Teatro alla Scala nel 1954 curò la regia di La Cenerentola e di L’elisir d’amore, nel 1955 Il Turco in Italia portata anche in trasferta nel 1957 al King’s Theatre di Edimburgo, nel 1957 La Cecchina, ossia La buona figliuola, nel 1958 Mignon e nel 1959 Don Pasquale, al Teatro Verdi di Trieste nel 1958 Manon Lescaut e al Royal Opera House, Covent Garden di Londra nel 1959 Lucia di Lammermoor portata anche in trasferta al King’s Theatre di Edimburgo nel 1961, Cavalleria rusticana e Pagliacci. Ancora al Covent Garden nel 1960 disegnò i costumi di Joan Sutherland per La traviata.
A Milano alla Scala nel 1960 curò la regia de Le astuzie femminili e di Lo frate ‘nnamorato, nel 1963 La bohème e Aida, nel 1964 La traviata, al Teatro La Fenice di Venezia nel 1960 Alcina e nel 1961 Lucia di Lammermoor, a Trieste nel 1961 Rigoletto e nel 1967 Falstaff, al Glyndebourne Festival Opera nel 1961 L’elisir d’amore, a Londra nel 1961 Falstaff, nel 1962 Don Giovanni e Alcina e nel 1964 Tosca, Rigoletto e I puritani, al Wiener Staatsoper nel 1963 La bohème (che fino al 2014 va in scena 410 volte) e al Metropolitan Opera House di New York nel 1964 Falstaff e nel 1966 la prima assoluta di Antony and Cleopatra di Samuel Barber di cui è anche il librettista.
Verso la fine degli anni sessanta si impose all’attenzione internazionale in campo cinematografico grazie a due trasposizioni shakespeariane e nel 1966 realizzò un documentario sull’alluvione di Firenze intitolato Per Firenze. Negli anni sessanta Zeffirelli diresse alcuni spettacoli memorabili nella storia del teatro italiano, come l’Amleto con Giorgio Albertazzi, recitato anche a Londra in occasione delle celebrazioni shakespeariane nel quattrocentesimo anniversario della nascita del grande drammaturgo (1964), Chi ha paura di Virginia Woolf? con Enrico Maria Salerno e Sarah Ferrati, La lupa di Giovanni Verga con Anna Magnani.
Negli anni successivi si alternano enormi successi: al Metropolitan nel 1970 curò la regia di Cavalleria rusticana e nel 1972 Otello, alla Scala nel 1972 Un ballo in maschera e nel 1976 Otello, a Vienna nel 1972 Don Giovanni e nel 1978 Carmen e al Grand Théâtre di Ginevra nel 1978 La Fille du Regiment. Scenografo e allievo di Luchino Visconti, le sue opere furono sempre accurate nelle ricostruzioni di ambiente, e scelse sempre soggetti di forte impatto emotivo sul pubblico.

Nel gennaio del 1976 tornò a collaborare col Teatro alla Scala di Milano, allestendo ancora una volta la sua celebre Aida, diretta da Thomas Schippers e con Montserrat Caballé e Carlo Bergonzi come protagonisti. Il 7 dicembre 1976 firmò regia e scene di una storica edizione di Otello di Giuseppe Verdi che inaugurò la stagione lirica del Teatro alla Scala di Milano, con la direzione di Carlos Kleiber e protagonisti Plácido Domingo, Mirella Freni e Piero Cappuccilli. L’opera venne, per la prima volta, trasmessa in diretta dalla RAI.

Nel 1981 curò la regia di Cavalleria rusticana e di Pagliacci alla Scala, 1983 mise in scena Turandot di Giacomo Puccini al Teatro alla Scala, e Sei personaggi in cerca d’autore di Luigi Pirandello e nel 1985 Il lago dei cigni alla Scala, al Metropolitan nel 1981 La bohème, nel 1985 Tosca, nel 1987 Turandot e nel 1989 La traviata, all’Opéra National de Paris nel 1986 La traviata e a Trieste nel 1987 La figlia del reggimento.

Ancora al Met nel 1990 curò la regia di Don Giovanni e nel 1996 Carmen e alla Scala nel 1992 Don Carlo e nel 1996 La Fille du Regiment.

Successivamente allestì all’Arena di Verona, nel 1995 Carmen di Georges Bizet ripresa poi nel 1996 e 1997, 1999, 2002 e 2003, 2006, dal 2008 al 2010, 2012, 2014 e nel 2016; nel 2001 Il trovatore opera andata in scena anche nel 2002, 2004, 2010, 2013 e 2016, nel 2002 Aida di Giuseppe Verdi riproposta dal 2003 al 2006, 2010 e 2015; nel 2004 Madama Butterfly andata in scena anche nel 2006, 2010, 2014 e 2017, nel 2010 Turandot di Giacomo Puccini, ripresa nel 2012, 2014 e 2016, e nel 2012 Don Giovanni di Wolfgang Amadeus Mozart realizzata anche nel 2015.

Il 24 novembre 2004 la Regina Elisabetta II lo nominò Cavaliere Commendatore dell’Ordine dell’Impero Britannico (KBE). Nel 2006 curò il suo quinto allestimento dell’Aida interpretata da Violeta Urmana per l’inaugurazione del Teatro alla Scala. Dal 21 aprile a 3 maggio 2007 andò in scena il suo nuovo allestimento de La traviata di Giuseppe Verdi per il Teatro dell’Opera di Roma, con direzione d’orchestra Gianluigi Gelmetti, soprano Angela Gheorghiu, baritono Renato Bruson, tenore Vittorio Grigolo. La prima dello spettacolo del 21 aprile è stata trasmessa in diretta in ventidue sale cinematografiche. Al Teatro Filarmonico di Verona esordisce nel 2012 con Pagliacci.

Nella vita privata era un grande tifoso della Fiorentina e  aveva anche fatto l’attore in due film (l’Onorevole Angelina di L.Zampa  del 1947 e 
Il mistero di Dante del 2014 di Louis Nero, interpreta sé stesso a fianco del Premio Oscar F. Murray Abraham.
Ha inoltre  girato uno spot pubblicitario per la pellicceria Annabella di Pavia con Alain Delon, Monica Bellucci e Jerry Hall negli anni ‘80 che é stato inserito nel documentario The King of Ads e un corto promozionale per la regione Lazio intitolato « Omaggio a Roma »nel 2007.
La sua carriera lunghissima, eclettica e prolifica é stata costellata di incontri e frequentazioni di altissimo livello sociale e culturale che includono tra gli altri: politici, attori, cantanti lirici, star hollywoodiane di primaria grandezza.
Una lunga malattia ci ha privato della sua irriverente carica artistica e umana, della sua eleganza e della sua arte.


LA TRAVIATA

21, 28 giugno 2019 (ore 21.00)
11, 19, 25 luglio (ore 21.00)
1, 8, 17, 22, 30 agosto 2019 (ore 20.45)
5 settembre 2019 (ore 20.45)

Melodramma in tre atti. Libretto di Francesco Maria Piave
Musica di Giuseppe Verdi
NUOVA PRODUZIONE

Direttore Daniel Oren (21, 28/6 – 25/7 – 8, 17, 22, 30/8 – 5/9)
Andrea Battistoni (11, 19/7) Marco Armiliato (1/8)
Regia e scene Franco Zeffirelli
Costumi Maurizio Millenotti
Luci Paolo Mazzon
Personaggi e interpreti

Violetta Valéry Alessandra Kurzak (21, 28/6)
Irina Lungu (11, 19, 25/7)
Lisette Oropesa (1, 8, 17/8)
Lana Kos (22, 30/8 – 5/9)

Flora Bervoix Alessandra Volpe (21, 28/6 – 11, 19, 25/7 – 1, 8/8)

Clarissa Leonardi (17, 22, 30/8 – 5/9)

Annina Daniela Mazzucato
Alfredo Germont Pavel Petrov (21, 28/6 – 11, 19, 25/7)

Vittorio Grigolo (1/8)
Raffaele Abete (8, 17/8)
Stephen Costello (22, 30/8 – 5/9)
Giorgio Germont Leo Nucci (21, 28/6 – 17/8)
Simone Piazzola (11, 19, 25/7)
Plácido Domingo (1/8)
Badral Chuulunbaatar (8/8)
Amartuvshin Enkhbat (22, 30/8 – 5/9)
Gastone di Letorières Carlo Bosi (21, 28/6 – 11, 19, 25/7 – 1/8)
Marcello Nardis (8, 17, 22, 30/8 – 5/9)

Barone Douphol Gianfranco Montresor (21, 28/6 – 11, 19, 25/7 – 1/8)

Nicolò Ceriani (8, 17, 22, 30/8 – 5/9)

Marchese d’Obigny Daniel Giulianini (21, 28/6 – 11, 19, 25/7 – 1, 8/8)

Dario Giorgelè (17, 22, 30/8 – 5/9)
Dottor Grenvil Romano Dal Zovo (21, 28/6 – 11/7)

Abramo Rosalen (19, 25/7 – 1, 8, 17, 22, 30/8 – 5/9)

Giuseppe Max René Cosotti
Domestico/Commissionario Stefano Rinaldi Miliani

ORCHESTRA, CORO, BALLO E TECNICI DELL’ARENA DI VERONA

Maestro del Coro Vito Lombardi
Coordinatore del Ballo Gaetano Petrosino
Direttore allestimenti scenici Michele Olcese

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